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Scartavetrare

Durante il cammino, il silenzio mi ha fatto tornare in mente questa frase forte di Donna Schaper. Non la ricordavo con precisione ma per fortuna l’ho ritrovata:

“La prima cosa che si fa quando si mette a posto una vecchia sedia è scartavetrarla – scartavetrarla a fondo, fino al legno. Serve per vedere come doveva essere in origine, anche per capire quanto vale la pena lavorarci.

Si tolgono anni di sporco accumulato, strati di vernici con colori diversi uno sopra l’altro. Si spoglia di tutta la robaccia che è rimasta attaccata nel tempo per trovare il solido e semplice legno che sta sotto.

Io sono come la vecchia sedia a cui serve un restauro. Di tanto in tanto ho il bisogno di dare uno sguardo profondo alle illusioni che ho costruito in me e intorno a me, per comprendere quale strada ho preso. Illusioni? Sì, illusioni; la zavorra che mi porto dietro, il non necessario, le aspettative sociali, tutto ciò che mi tiene sempre lontano da me stesso.

Scartavetrare è la voglia di lasciar cadere queste illusioni, è un gesto spirituale di perdono verso me stesso.

Voglio scoprire l’originale sotto questi strati di vernice dura che ho aggiunto, rimuovere tutto il cinismo e la rabbia che ho accumulato, sbarazzarmi della spazzatura che mi porto dietro, affrontare le mie delusioni
e ritrovare ciò che è reale.”

(traduzione libera)

The first thing people do when restoring old chairs is strip — strip right down to the bare wood. They do this to see what the original might have looked like and to determine if the thing is worth doing over. They strip away all the years of grime, the garish coats of paint piled one on top of the other. They get rid of all the junk that’s been tacked on through the years and try to find the solid, simple thing that’s underneath.
“I’m like an old chair needing that stripping process. Every now and then I have to take a really hard look at the illusions I’ve built up in myself and my society, see what I’ve gotten myself into. Illusions? Yes, illusions; the excess baggage I carry around, the unnecessary, the socially expected, all that keeps me living off center too long. Stripping myself of all this is an intentional letting go of these illusions. It is a spiritual act of personal forgiveness.
I have to discover the original under all these coats I’ve added, strip away all the cynicism and anger I’ve build up, get rid of the junk I’ve taken on, defy my disappointments, and find what is real again.”